Tra le quattro mura di una camera davanti ad una chitarra acustica, una tastiera ed un video nasce il progetto edwood, poco dopo quando la temperatura sfiora i 40, arriva anche il nome, preso a prestito, da colui che è stato definito un “cult”.
Esperienze fatte di sudore e lavoro hanno portato la band in studio a registrare alla fine del 2003 alcune canzoni, elettriche, elettroniche e fatte di sentimenti e vita vissuta, per l’album di debutto “Like A Movement”, pubblicato da Fosbury nel 2004.
Quando il rock europeo chiama, anche edwood provano a rispondere, dando una loro interpretazione alla melodia e alle partiture sintetiche.
I beeps fanno da sfondo a strofe e ritornelli rendendo atipica la forma canzone, nell’era informatica, quando la musica alterna la sua presenza tra le bobine analogiche e i file glaciali di un software, edwood si muovono..
L’insieme di contaminazioni si scopre nel lavoro della band: si avverte una ricercata struttura chitarristica, mescolata al freddo nord Europa contemporaneo e alla forte radice del primo amore che non si scorda mai, quei Cure malinconici, senza dimenticare un’autentica venerazione nei confronti Smiths.
L’indietronica e il post-rock hanno fatto il resto.
Chi ha ascoltato la band dal vivo parla di un contatto ipnotico e caloroso, a volte delicato che lascia di buon umore l’ascoltatore.
Il divertimento e l’approccio alla musica hanno regalato felici momenti di serenità, consigliamo l’ascolto della musica degli Edwood alla sera, di notte oppure durante il primo freddo, quando le foglie diventano gialle o quando rinascono. Note a 360°.